Smart Working semplificato: cos’è e chi ne ha diritto

Come sappiamo, nell’ambito delle misure adottate dal Governo per il contenimento e la gestione dell’emergenza epidemiologica dovuta al virus COVID-19, c’è il ricorso allo Smart Working.

Anche il DPCM del 14 gennaio 2021 raccomanda il massimo utilizzo della modalità di lavoro agile per le attività che possono essere svolte al proprio domicilio o in modalità a distanza.

Una delle componenti per avviare la procedura è l’accordo scritto tra datore di lavoro e lavoratore dipendente che deve essere comunicato al ministero del Lavoro e delle politiche sociali.

Nella formula semplificata di Smart Working, il datore di lavoro privato può decidere di ricorrere a forme di lavoro agile anche senza l’accordo con il lavoratore dipendente.

Resta comunque l’obbligo di comunicare (anche per via telematica) il ricorso al lavoro agile al ministero del Lavoro e delle politiche sociali. I nominativi dei lavoratori e la data di cessazione della prestazione di lavoro in modalità agile semplificata.

Hanno diritto a questa procedura semplificata i dipendenti i cui figli minori di 14 anni seguano le lezioni scolastiche in modalità DAD (didattica a distanza) o siano sottoposti a regime di quarantena. Occorre però che nel nucleo familiare non vi sia un altro genitore beneficiario di cassa integrazione o disoccupato e che la modalità sia compatibile con il proprio lavoro.

Smart Working semplificato: scadenze

Il regime di Smart Working semplificato potrà essere scelto dal datore di lavoro privato fino al 31 Marzo 2021.

Inoltre, per alcune categorie di lavoratori, il ricorso allo Smart Working è vivamente raccomandato. Si tratta dei lavoratori fragili e con disabilità grave, di cui parlano disposizioni introdotte dalla Legge di Bilancio 2021 (L. n. 178/2020). Il ricorso al lavoro agile potrà avvenire anche attraverso l’adibizione a diversa mansione ricompresa nella medesima categoria o area di inquadramento, come definite dai contratti collettivi vigenti, o lo svolgimento di specifiche attività di formazione professionale anche da remoto.

E nel settore pubblico? Scade il 31 gennaio 2021.

Insieme al Milleproroghe, è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 31 dicembre 2020 anche il Decreto del 23 dicembre 2020 del Dipartimento della Funziona Pubblica della Presidenza del Consiglio dei Ministri che dispone la proroga al 31 gennaio 2021 delle previsioni contenute nel DM 19 ottobre 2020 in merito al lavoro agile nel comparto pubblico. Dunque, se il ministro per la PA, Fabiana Dadone, non firmerà un nuovo decreto, solo fino alla fine del mese di gennaio le amministrazioni dovranno assicurare su base giornaliera, settimanale o plurisettimanale lo svolgimento a rotazione del lavoro agile semplificato almeno al 50% del personale impegnato in attività che possono essere svolte secondo questa modalità.