Credito di imposta per l’adeguamento e la sanificazione degli ambienti di lavoro come forma di sostegno alle imprese.
Il decreto Rilancio (DL 19 maggio 2020, n. 34) ha introdotto una forma di sostegno per aziende, associazioni, fondazioni ed enti privati (compresi i No Profit) che hanno effettuato delle spese per adeguare gli ambienti di lavoro alle indicazioni sanitarie imposte dalla diffusione del Coronavirus e per sfavorire la sua diffusione.
Questo aiuto viene erogato sotto forma di credito di imposta.
Credito d’imposta per l’adeguamento degli ambienti di lavoro: in cosa consiste?
L’ articolo 120 del decreto 34-2020, prevede il rimborso erogato come credito di imposta dei costi sostenuti per gli interventi e gli investimenti necessari per far rispettare le prescrizioni sanitarie e le misure di contenimento contro la diffusione del virus Covid-19 per tutti quegli operatori economici e del terzo Settore che siano aperti al pubblico.
Quali sono le spese per le quali spetta il credito di imposta per l’adeguamento degli ambienti di lavoro?
Le spese per le quali spetta questa agevolazione sono divise in due gruppi: interventi ed investimenti.
Tra gli interventi rientrano per esempio:
- interventi edilizi necessari per il rifacimento di spogliatoi e mense
- interventi edilizi per la realizzazione di spazi medici, di ingressi e spazi comuni,
- l’acquisto di arredi di sicurezza, cioè finalizzati a garantire la riapertura delle attività commerciali in sicurezza.
Tra gli investimenti agevolabili ci sono quelli connessi ad attività innovative, tra cui quelli relativi allo sviluppo o l’acquisto di strumenti e tecnologie necessarie allo svolgimento dell’attività lavorativa (per esempio l’acquisto di apparecchiature per il controllo della temperatura) dei dipendenti e degli utenti.
Ad esempio, rientrano nell’agevolazione:
- i programmi software
- i sistemi di videoconferenza
- i sistemi per la sicurezza della connessione
- gli investimenti necessari per consentire lo svolgimento dell’attività lavorativa in Smart Working.
A quanto ammonta il credito di imposta per l’adeguamento degli ambienti di lavoro?
L’ammontare massimo del credito d’imposta è di 48.000 euro e corrisponde al 60% dell’importo massimo di spese ammissibili (80.000 euro).
Questo significa che se anche i costi sostenuti per gli interventi ed investimenti sono superiori ad 80.000 euro, il credito spettante non potrà comunque superare la soglia di 48.000 euro.
Credito di imposta per l’adeguamento degli ambienti di lavoro: i tempi
Questa agevolazione è valida per le spese effettuate per l’anno solare 2020 (quindi dal 1 gennaio al 31 dicembre 2020, anche se il decreto è entrato in vigore il 19 maggio) e farà fede la data effettiva del pagamento a prescindere dalla data in cui si sono effettivamente svolti o hanno preso avvio i lavori.
Attenzione perché con le modifiche apportate dalla Legge di Bilancio, si potrà usufruire del credito solo fino al 30 Giugno del 2021 e non fino al 31 dicembre 2021, come stabiliva il Decreto.
Cessione del credito di imposta
Il credito d’imposta per l’adeguamento degli ambienti di lavoro è utilizzabile in compensazione oppure può essere ceduto, anche parzialmente, ad altri soggetti, ivi compresi istituti di credito e altri intermediari finanziari, con facoltà di successiva cessione del credito.
Anche la cessione del credito deve avvenire entro il 30 Giugno 2021.
Credito d’imposta per la sanificazione e l’acquisto di dispositivi di protezione contro la diffusione del virus Covid-19
L’articolo 125 del decreto Rilancio prevede il rimborso, sotto forma di credito di imposta, delle spese sostenute per la sanificazione degli ambienti e degli strumenti utilizzati, nonché per l’acquisto di dispositivi di protezione individuale e di altri dispositivi atti a garantire la salute dei lavoratori e degli utenti.
I soggetti che beneficiano di questa agevolazione sono precise categorie di operatori che hanno effettuato nell’arco del 2020 spese per garantire la salute di lavoratori ed utenti e per attuare la sanificazione degli ambienti.
Per la precisione, i soggetti beneficiari sono:
- imprese
- liberi professionisti
- associazioni
- fondazioni ed enti privati
- enti del Terzo settore
- enti religiosi civilmente riconosciuti
Ammontare del rimborso e tempi per la richiesta
L’ammontare massimo del credito d’imposta è di 60.000 euro e corrisponde al 60% dell’importo massimo di spese ammissibili (100.000 euro).
Ciò significa che se anche la spesa dovesse superare i 100.000 euro, il rimborso avrà comunque un limite massimo di 60.000 euro.
Come per l’agevolazione sulle spese per l’adeguamento degli ambienti di lavoro, anche il credito di imposta per la sanificazione e l’acquisto di dispositivi di protezione utilizzabile in compensazione oppure può essere ceduto, anche parzialmente, ad altri soggetti come istituti di credito e intermediari finanziari, con facoltà di successiva cessione del credito.
Il termine ultimo per la cessione del credito o per la richiesta di compensazione è il 30 Giugno 2021.
Quali sono le spese per le quali spetta il credito di imposta per l’adozione di misure di sanificazione e protezione?
Le spese per le quali spetta questa agevolazione devono ovviamente essere finalizzate ad eliminare o ridurre la presenza del virus COVID-19. Tale condizione dovrà essere certificata da operatori professionisti sulla base dei Protocolli di regolamentazione vigenti.
Come specificato in maniera dettagliata dalla Circolare n. 20 del 10 Luglio 2020, i costi ammissibili sono divisi in due tipologie: spese per la sanificazione degli ambienti e spese per l’acquisto di dispositivi di protezione personale e interpersonale.
Tra i dispositivi di protezione sono compresi per esempio mascherine, guanti, visiere e occhiali protettivi, tute di protezione e calzari, barriere e pannelli protettivi, ecc.

